L’arte di vincere – Moneyball
30 lunedì Gen 2012
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30 lunedì Gen 2012
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30 lunedì Gen 2012
Il secondo film del regista Bennett Miller narra l’appassionante storia di Billy Beane. Billy è il General Manager degli Oakland Athletics, squadra di baseball della Major League dal passato glorioso ma dal presente dissestato, ed è stato una giovane promessa dello sport nazionale americano, senza però rispettare le grandi aspettative che in lui erano riposte.
29 domenica Gen 2012
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29 domenica Gen 2012
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29 domenica Gen 2012
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Brasile, Mato Grosso do Sul. I Guarani Kaiowa sono un popolo indio spodestato dalle proprie terre, privati dell’acqua, delle foreste, in luogo di coltivazioni transgeniche che affondano progressivamente le proprie radici in Amazzonia.
Gli Indios sono confinati, ridotti alla fame, utilizzati come lavoratori per estirpare il verde che rimane in cambio di un boccone, sfruttati come animali da giardino per “rappresentazioni teatrali” ad uso e consumo dell’uomo occidentale, ghettizzati in riserve che sono prigioni, recinzioni che ne sradicano le usanze e l’anima. La loro foresta cede terreno per gradi, nel silenzio globalizzante degli interessi economici che tutto comprano; la natura che rimane è priva della fauna che la popolava, i territori non possono più essere attraversati, esplorati, vissuti a causa di limiti e paletti piantati dai fazenderos.
Nello sfacelo generale, i giovani Guarani, soffocati dalle restrizioni e dalla mancanza di prospettive, si tolgono la vita impiccandosi ai fratelli alberi.
Un gruppo di Indios guidati da Nadìo, a quel punto, smette di collaborare con l’uomo bianco, e per protesta pianta un accampamento a ridosso di quella che era la loro terra, invade in modo pacifico ma risoluto i confini dei fazenderos per procurarsi acqua e cibo, per riscattare la propria casa di foglie e rami, per riavere indietro lo stile di vita dettato dagli antenati, per ristabilire il rapporto di armonia con la natura, che li osserva, devastata , oltre le distese transgeniche.
Seguiranno timidi e controversi tentativi di approccio fra bianchi e rossi, caratterizzati dalla costante sensazione di sospetto e sfiducia reciproci, se non nel caso dei due giovani che s’incontrano, spogliati degli abiti e dei pregiudizi, nel fiume, in un fresco e rapido scambio amoroso.
Ma poi le armi da fuoco dei fazenderos prenderanno campo, e veleni dal cielo, destinati alle coltivazioni, saranno dirottati sui Guarani inermi, e poi la tensione crescerà di volume, e la violenza bianca sfogherà sugli Indios, sul loro rappresentante Nadìo, che verrà ucciso come un animale selvatico.
Il film di Bechis è struggente, e gli attori, Indios veri, costretti in riserve reali, disorientano con la strabordante umanità dei loro occhi, con sguardi feriti ma fieri; i loro legami con la foresta, col fiume, con le creature selvagge sono ricchezze che non hanno valore e che finiremo col perdere assieme alle nostre stesse origini e alla strada che ci ha condotto fin qui.
Gli sguardi di quegli uomini mi hanno fatto abbassare il capo, mi hanno trasmesso il dolore della perdita e la vergogna per come la loro situazione venga ignorata con una sufficienza che toglie il respiro.
Facciamo male ai nostri fratelli, facciamo male alla nostra casa verde, facciamo male a noi stessi, in omaggio al consumismo, al progresso, al legame smarrito con la madre terra, fattori -questi- che produrranno ancora poche evoluzioni prima di tornare indietro con straripante effetto boomerang.
29 domenica Gen 2012
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28 sabato Gen 2012
Posted in Poesie
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Polvere Ovunque
Polvere a coprire i ricordi conservati in sottotetti cadenti
Polvere che si libera e libera gli oggetti degli antenati
Polvere mista a ragnatele
cristallizzate in conclavi d’architettura aracnide
Polvere che offusca il respiro e i pensieri
Che penetra bocca e polmoni in strati sovrapposti
Che migra e si deposita su giacigli alveolari
traslando il punto in cui
l’assoggettata materia cessò il proprio utilizzo
E sotto la polvere
Sotto la coltre degli anni
Vecchi arnesi che hanno smarrito la loro destinazione
Antichi gingilli dall’aspetto triste e consunto
Cassapanche in legno che racchiudono tesori
Balocchi ingialliti dei bambini che furono e non sono più
Cose di vite passate
Cose di uomini che le hanno dimenticate senza mai lasciarle
Cianfrusaglie desuete ma accatastate al riparo dai fattori usuranti
Polvere in vibranti e impercettibili mulinelli d’aria
Che danza e volteggia acrobaticamente
Polvere che si mescola al pulviscolo
nella luce che filtra da un minuscolo e angusto abbaino
Unico spiraglio concesso ed occhio ciclopico
Valvola di sfogo e baluardo ultimo
di una curva sopraelevata della memoria
27 venerdì Gen 2012
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27 venerdì Gen 2012
Posted in Consoli, Carmen
Carmen Consoli in Singolar Tenzone
Quella domenica mattina una brezza malinconica
Soffiava dal mare
Il pensiero di odissee lontane
Viaggiatori in cerca di emozioni forti a cui approdare.
Una zattera incerta prosegue la navigazione verso Sud Est
27 venerdì Gen 2012
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27 venerdì Gen 2012
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Il film di Almodòvar narra le vicende di Robert Ledgard, chirurgo estetico di successo e all’avanguardia, forse troppo all’avanguardia. Ledgard ha perso la moglie in circostanze drammatiche, dopo un incidente automobilistico da cui venne tratta miracolosamente in salvo, carbonizzata nei lineamenti e sfigurata nell’anima.
Il medico sviluppa così ossessivamente l’idea di costruire una pelle sostitutiva e più resistente al calore di quella umana; sperimentando, trova nella pelle dei suini quella compatibilità coi tessuti umani di cui necessita. A quel punto gli manca una cavia, e ne trova una nel presunto stupratore di sua figlia, una ragazza malata e profondamente instabile, che in breve lascerà anch’essa le spoglie mortali, segnata dal perverso pensiero che fosse stato il padre a molestarla.
26 giovedì Gen 2012
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