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A history of violence

13 venerdì Gen 2012

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Titoli di testa

Tranquilla cittadina di provincia americana.

Dove tutti conoscono tutti e le colazioni nelle tavole calde non finiscono mai.

Cronenberg s’insinua strisciando nella vita di una famiglia qualsiasi, scopre il nervo d’un passato che inizia a ticchettare come il senso strano e disarmonico di una stonatura.

La storia continua in FilmOsteria

Monsters

13 venerdì Gen 2012

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Monsters

13 venerdì Gen 2012

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Il Consiglio dell'Oste

 

Capita -a volte- di andare a vedere un film per curiosità, di guardare per il gusto esteso di guardare. E può così accadere di imbattersi in produzioni artigianali sorprendenti.

Il giovane regista inglese (gli inglesi sono sempre i migliori) Gareth Edwards narra la fuga dalla civiltà, la riscoperta della natura, utilizzando la fantascienza come pretesto.
La natura -dicevamo- placida e selvaggia al tempo stesso, in cui un uomo e una donna conosceranno se stessi e si riconosceranno reciprocamente simili, fino al punto di temere il ritorno alla vita cementificata.

La storia non è così importante –non sempre lo è, se l’opera è foriera di un messaggio interessante e non soltanto di scene sovrapposte meccanicamente– e la regia scorre quieta, indugiando sui protagonisti e sulla giungla che li avvolge. La fotografia è cupa e accattivante, in un’ascesa crepuscolare ricca di vita e colore.

Le prospettive iniziali si ribaltano, e la zona infetta, l’insediamento alieno, si rivela zona devastata dai veleni e dalla barbarie umana, che sempre provoca per poi dover subire il ritorno delle forze naturali; gli immensi muri che dominano l’orizzonte perdono la loro esatta collocazione, e ci si chiede chi realmente quei muri protteggano da chi, chi dividano da chi.

I mostri sono quelli che i bambini vedono –in forma mutevole– nella penombra, e che gli adulti scorgono alla luce del sole. I mostri sono coloro di cui sospettiamo, perchè vivono diversamente da noi o non condividono le stesse abitudini. I mostri sono poi anche quelli che -con un gesto tanto inatteso quanto originario- ci rieducano all’amore: la strada diretta all’inaridimento –par essere il monito– può essere ancora percorsa in senso inverso, onde evitare di dimenticare le nostre stesse radici.

La casa dalle finestre che ridono

09 lunedì Gen 2012

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Capolicchio e Cavina su Moto Guzzi

Scene da ricordare

 

La casa dalle finestre che ridono

09 lunedì Gen 2012

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Il Consiglio dell'Oste

Il Consiglio dell’Oste

Bassa Padania.

Un restauratore viene chiamato in un paesino per ripristinare l’affresco di un artista ormai deceduto, artista noto per l’insania e per aver immortalato soggetti in agonia.

La vicenda si sviluppa lentamente, portando a galla in modo graduale paura e inquietudine, fino a rivelare l’abisso obliato della follia.
Le atmosfere cupe, umide, la nebbia che s’insinua fra i vicoli e nelle coscienze degli individui, i personaggi inquietanti che popolano questa provincia profonda e sperduta, la musica e i tasti d’un pianoforte che accompagnano in modo angoscioso i momenti topici del film rendono l’horror artigianale di Avati un buon prodotto, da riscoprire, in un mondo in cui, gli anni 70 (un dove, e non un quando), il montaggio non aveva ancora avuto la meglio sulla storia.

Non si può tralasciare il riferimento, nemmeno troppo “velato”, al Norman Bates di Hitchcock, in particolar modo nella spirale che stritola il protagonista alla fine del film.

Un ulteriore consiglio, che vale per tutte le opere che invecchiano (ma che invecchiano bene) e che sono state realizzate in altre epoche con mezzi scarsissimi: prima di usufruirne, lavorate su voi stessi, in modo leggero, impalpabile, e indossate occhi antichi, retrò, capaci di adattarsi al passato, di filtrare il tempo.
Ne trarrete giovamento.

Blade Runner

07 sabato Gen 2012

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Blade Runner

An education

07 sabato Gen 2012

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Il Consiglio dell'Oste

Il Consiglio dell’Oste

Il film è incentrato sull’ottima prova della Mulligan, che è l’ago della bilancia dell’intero percorso narrativo. Appare bambina al cospetto delle sue nuove compagnie, con tutti i disagi del caso, con le illusioni e disillusioni cui si va incontro in situazioni di cotanto svantaggio. Appare invece vecchia nel nuovo rapporto che si viene a instaurare con amici, famiglia, insegnanti, al cospetto dei quali si presenta apparentemente matura, e colma di una sicurezza che però traballa agli occhi dello spettatore. L’altalenante evolversi del percorso di Jenny mantiene l’equilibrio su di un filo sottile di cui si avverte l’imminente strappo. La storia non offre nulla di nuovo, ma il film ci regala un mondo affascinante, e una buona interpretazione della perdita dell’innocenza, della lezione di crescita cui le esperienze dolorose conducono, nell’indifferenza di una società ipocrita, qui rappresentata da una famiglia accecata dall’egoismo.

Recensione pubblicata su www.mymovies.it

J. Edgar

06 venerdì Gen 2012

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L'Oste deluso

L’Oste deluso

Un eccesso di aspettative può sovente giocare brutti scherzi allo spettatore.

Lo sguardo gelido e distante di Eastwood (non dissimile dalla rappresentazione di Clooney ne “Le idi di marzo”) su di un personaggio altrettanto gelido e distante non coinvolge emotivamente, regala una visione critica ma asettica di John Edgar Hoover, una regia perfetta, troppo perfetta, e l’elettrocardiogramma si conserva piatto, e si finisce con la sensazione di aver assaggiato l’antipasto freddo di un pranzo che non c’è.

La critica è rivolta all’assenza di emozioni che accompagna tutto il percorso del film, che diviene quasi un documentario, un reportage, nonostante le ineccepibili prove attoriali di DiCaprio, Dench (sempre un gradino sopra gli altri), Watts e Hammer.

In “J.Edgar” emergono i lati sgradevoli di Hoover, le menzogne, le incoerenze dell’uomo che ha rivoluzionato l’FBI, presiedendola per un cinquantennio sotto l’egida di otto diversi capi di stato, ma non c’è trepidazione alcuna, non si freme nell’attesa di un evento, quasi fossimo lungo una highway americana, rettilinea e infinita (ma senza il contrappeso del paesaggio a indorare gli occhi di chi guida).

E allora ci si chiede se Hoover, personaggio legato profondamente alla storia americana del ‘900, ma rapito dai principi sulla sicurezza nazionale e dall’ossessione di una perfezione inattaccabile al punto di dimenticarsi di vivere, meritasse le attenzioni di un grande regista, quale Eastwood rimane.

Il cinema dovrebbe emozionare, sempre.

Recensione pubblicata su www.mymovies.it

Mammuth

04 mercoledì Gen 2012

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Scene da ricordare

L’incontro in spiaggia fra Mammuth/Depardieu  e Benoit Poelvoorde (il recente protagonista di “Emotivi anonimi”), cercatori di monete e monili vari all’occorrenza, immortalati in una sfida a suon di metal detector e strampalate teorie sulla “caccia al tesoro”.

Mammuth

04 mercoledì Gen 2012

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Il Consiglio dell'Oste

E’ la storia di Serge (un gigantesco Depardieu), un sessantenne che decide di andare in pensione dopo una vita dedicata interamente al lavoro.

L’uomo inizia così a percorrere a ritroso la strada -reale e mnemonica- delle svariate mansioni svolte negli anni, alla ricerca dei fantomatici datori di lavoro e degli improbabili contributi versati a suo pro.

Scopriamo presto un uomo totalmente estraneo alla società (in cui sembra non essersi mai calato), e poi -gradualmente- la vera essenza di Serge, soprannominato Mammuth, come la vecchia moto che lo condurrà per campagne francesi fra giostrai, vecchie locande, bar trasandati e strutture che in realtà non esistono più.

Mammuth ha pensato sempre soltanto al lavoro, non è in grado di gestire la più semplice delle operazioni che la quotidianità riserva; è rozzo, trasandato, obeso, di poche parole, e porta lunghi capelli da vichingo. Poi, attraverso una regia delicata e artigianale, conosciamo i suoi lati positivi,  le sofferenze patite, come la perdita della donna che amava, l’affetto e la cura che riserva (a modo suo, naturalmente) alla nipote alienata, l’amore ritrovato per la vita e la compagna.

Bello e poetico il viaggio in moto di Mammuth, così come la narrazione, che rimbalza in modo tenue fra vicende concrete e l’universo surreale di Serge e degli strambi personaggi (la nipote in primis) che si presenteranno sulla scena di un film che è insieme fuga, sogno, follia, riscoperta di un motivo, dell’amore, della voglia di continuare.

E allora corri Mammuth, corri veloce, non ti fermare.

L’Oste consiglia Mammuth ed altre pellicole. 

Masked ball

30 venerdì Dic 2011

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Soundtrack

L’Oste consiglia “Masked ball”,  brano sontuoso di Jocelyn Pook, poliedrica compositrice britannica, brano che inquieta e riempe la scena nel rituale mascherato di Eyes wide shut.

Soundtrack Osteria

A serious man

30 venerdì Dic 2011

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Titoli di testa

La tragica commedia della vita

I fratelli Coen approfondiscono il loro viaggio nei meandri della vita, scavando a fondo nelle miserie delle umane vicissitudini.  Continua ad approfondire Larry Gopnik in FilmOsteria   Trovi la recensione anche su mymovies

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