“L’amicizia non è altro che una grande armonia di tutte le cose umane e divine, insieme con la benevolenza e l’affetto; davvero non so se, eccettuata la sapienza, sia mai stato dato all’uomo dagli dèi immortali niente di meglio di essa.”
12 mercoledì Dic 2012
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“L’amicizia non è altro che una grande armonia di tutte le cose umane e divine, insieme con la benevolenza e l’affetto; davvero non so se, eccettuata la sapienza, sia mai stato dato all’uomo dagli dèi immortali niente di meglio di essa.”
01 giovedì Nov 2012
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Tutto ha inizio come fosse un’urgenza.
Un impulso irrefrenabile che non si placa.
Una deformazione congenita che alimenta la tempesta dei sensi.
La concatenazione elettrica delle idee.
L’ineluttabilità ontologica della creazione.
Tracce sparse di concetti in successione casuale.
L’acqua come elemento di riferimento.
L’inganno in embrione di un romanzo che è il pensiero stesso.
L’allestimento teatrale di una procedura non protocollata.
Parole e colori e immagini come ingredienti universali.
Immacolati tessuti bianchi da colmare senza risparmiarsi.
E Mai, e Sempre.
La porpora d’un vecchio sipario si posa sul palcoscenico dell’improvvisazione.
Una sfibrata ragnatela d’argento vibra al vibrare del vento.
E trame a intercettare orditi
fra i risvolti cromatici della produzione artistica.
Il letto di un fiume in piena.
Gli argini che cedono.
La furente e cristallina esondazione acquatica.
Sinuosità d’anse e sensuali natiche.
Il danzante e morbido defluire delle idee.
Sabbie mobili e smottamenti interpretativi ad insidiare il convoglio.
E a ritroso, le mutevoli e candide scorciatoie erosive del ripensamento.
Nella mente,
pensieri e parole conglobano e fondono,
fino ad esplodere nel fragore di forme artistiche casuali.
03 venerdì Ago 2012
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Mezzosogno al cloro.
Il mondo si disfa.
Un mondo bianco e tortuoso,
aggrovigliato su se stesso.
Un saliscendi di baracche evacuate.
Un’insegna al neon penzola al limitare della fantasia:
Ricerca o Fuga?
Ottenuto il diritto al transito onirico
grazie a un salvacondotto in fibra vegetale
(Guidaticum)
gli amanti vengono proiettati nell’indefinibile.
Lui è Sky Walker,
rozza guida del futuro,
esperto in lasciapassare.
Lei è Blade runner,
la cacciatrice di taglie,
specializzanda in lavori in pelle.
20 venerdì Lug 2012
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Come as you are, as you were,
As I want you to be
As a friend, as a friend, as an old enemy.
Take your time, hurry up
The choice is yours, don’t be late.
Take a rest, as a friend, as an old memory
memory, memory, memory
Come doused in mud, soaked in bleach
As I want you to be
As a trend, as a friend, as an old memory
memory, memory, memory
And I swear that I don’t have a gun
No I don’t have a gun, No I don’t have a gun
memory, memory, memory, memory (don’t have a gun)
And I swear that I don’t have a gun
No I don’t have a gun
memory memory
27 mercoledì Giu 2012
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Mare Luna.
Il tramonto non si placa.
Torsi nudi in torretta d’avvistamento.
Emersione cementificata.
Cielo aperto a doppio malto.
E vasi deflorati in successione libera.
Lungomare.
Il convivio prende forma.
Paglierino,
il vino dei castelli cavalca la brezza estiva.
Il piacere del vento all’imbrunire.
Le magiche atmosfere neorealiste.
Gli scatti da rivista patinata.
E un palco d’avanspettacolo.
01 venerdì Giu 2012
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Prima del Cosmo, il Caos
Prima di Armonia, il disordine
Il seme incastonato nell’informe massa
La nascita degli dèi
Tifèo,
drago dalle teste di serpente
e figlio di Gea, la Madre Terra,
giace intrappolato nelle profondità
Vibra la terra
Vibra e respira
Sussurra la lingua adriatica
Sussurra e suggerisce biforcuta
L’esile protuberanza
Infida proboscide del grande elefante
Appendice e coda dell’immensa placca africana
Che spinge e insiste e sollecita
S’insinua
Preme contro l’arco alpino
S’arriccia sotto la giovane dorsale appenninica
E tutto scuote e squarcia e solleva
E’ un desiderio primordiale
che mira a rimodellare il pianeta
Nella sala macchine luciferina
Il Grande Scultore lavora e batte e plasma
E spruzza argilla e strizza bacini come spugne
La terra si spacca e squarcia
Scivola la roccia sul far della faglia
E morde e azzanna
E gli elementi sgorgano dalle fenditure
E’ un calderone che ribolle e mormora
e fa tentennare la grande pianura
Forze ancestrali si scatenano nella cupa voragine
Tifèo scuote il suo antro
Invoca il nome della madre Gea
L’ultima sentinella della terra
Colei che controlla ed è l’elemento tellurico
Il rinnegato si dimena e contorce e sputa fuoco
E muove dalle profondità di Tartaro,
l’Abisso che lo generò.
I Fratelli Titani fremono e vacillano.
Demetra, la madre terrena,
annuncia nuova fertilità.
09 mercoledì Mag 2012
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Il portone antico
Un materasso abbandonato
Tavole di legno in cerca d’istruzioni
Una vecchia bici
L’esile telaio cigola e si protende verso l’esterno
Osteriacinematografo su sfondo ocra
Il giardino delle primizie
Una tempesta verde e silenziosa
gioca a nascondino a ridosso del centro storico
Le rose esplose e i papaveri in cerca di vie di fuga aerea
Albicocche acerbe a frastagliare le fronde d’un mare alberato
Un fico costeggia il manto erboso e dona intimità alla festicciola
L’ulivo attira e protegge gli invitati
La variegata emersione
L’azione floreale diversiva
La mutazione simultanea al principio di maggio
Come fiori e germogli,
le persone si propagano arrendevolmente
I bambini inventano nuovi giochi
La natura offre loro un passaggio segreto
Una porta spalancata sulle fantasie di chi sa sognare
Desueti scheletri da picnic costellano un cielo terra
Il fitto fogliame funge da copertura immaginaria
Una radio d’epoca emette suoni stralunati
Vassoi multicolore e regali da scartare
Calzature alate tramutano l’uomo in Mercurio
L’Africa e Lynch offerti in sacrificio concettuale
L’allegrezza del convivio
E’ una sagra di paese
Il paese delle persone amate
Gabry emana serenità dalla sua custodia immacolata
Elena corre spensierata
Ale contribuisce con grazia alla mescita del vino
La sua prima mescita
Il villaggio inventato accoglie una fauna policroma
Bimbi e gravidanze
Uomini e donne
Orsi e trampolieri
Equilibristi e bevitori
Urlatori e saltimbanchi
Erbivori e grandi predatori
Nel giardino il tempo scorre lento e poi a ritroso
E’ una riscoperta
Un luogo prezioso in cui dilaga la semplicità
Il benessere di prendersi un’era minuta priva d’affanni
Di liberare pensieri e parole
Di vivere il momento
La Beata Parentesi
La fine del caos
L’ecosostenibilità dei passi e dei movimenti
Il giardino casa dei nostri amici cani
Il risveglio dei sensi
Nettare da sorseggiare
Occhi per guardare
Uno specchio per riflettere
Il disegno soffice di una lampada improvvisata
Ma scende la sera
E la luce del vicino è sempre più verde
Il nutrito drappello si propaga in armonia
L’armonia è poter dire o tacere all’occorrenza
Nella stessa armonia il convivio si scioglie
La festa finisce
In bocca il sapore indelebile degli amici di sempre
In mente la tenue dolcezza di un giorno da ricordare.
02 mercoledì Mag 2012
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Il rumore di un clacson, il cancello che si apre
E oltre il cancello, l’Eden
Oltre le porte di una percezione scollinata
La giungla dei ricordi memorabili
Incontri casuali ed altri mancati
E racconti stesi al sole ad asciugare
E storie ripetute fino a prender consistenza
Storie spassose che non muoiono mai
Un braciere centripeto a far da perno universale
E ombre sghembe su un tetto di margherite ed erba
Il tetto del mondo del qui e dell’ora
Il tetto dei tempi percorsi in equilibrio precario
Fumo grigio e lacrime di vigna
Interiora e interiorità
Un bambino nella culla
Armonia verde azzurra a colorare il sotto e il sopra
L’eterno stupore per quel giardino vergine
Il capanno degli attrezzi
La legna accatastata
Un giardiniere geloso
Le dinamiche della cottura
La giostra degli strumenti incandescenti
La quieta danza dei carnivori
Il dentro e il fuori
L’allegra lotta dei pasciuti e fraterni bisonti
Le parole mal dette
Quelle mal interpretate
La nostalgia dell’innocenza e della semplicità
Un luogo che rimane dimora perpetua
Un posto da chiamare casa
Una casa che trascende il concetto stesso di tempo
Tempo che si misura in barba e complessità
Un tempo trascorso insieme sotto l’ulivo
L’ulivo fedele, l’ulivo che lega e non tradisce
E poi un’ombra improvvisa ammanta l’orizzonte
Irrompe burbero il temporale estivo
Il tuonare del cielo al suon di Perrotta
L’acqua, che rigenera e stordisce
L’acqua, che riposiziona e disorienta il convivio
Mentre l’ulivo se la ride e sguazza
Le fronde bagnate
Il solletico del vento
Il dolce e ipnotico ticchettio dell’acqua
E il desiderio di tornare, sempre
20 venerdì Apr 2012
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Resto fino a tarda notte a guardare la piazza vuota. Quando, finalmente, vado a letto, faccio un sogno.
Scendo al ruscello, c’è mio fratello seduto sulla riva, pesca con la lenza. Mi siedo accanto a lui:
-Ne prendi molti?
-No. Ti stavo aspettando.
Si alza, mette via la canna:
-E’ da tanto tempo che non ci sono più pesci qui. Non c’è nemmeno più acqua.
Prende una pietra, la getta sulle altre pietre del fiume in secca.
Camminiamo verso la città. Mi fermo davanti a una casa con le imposte verdi. Mio fratello dice:
-Si, era casa nostra. L’hai riconosciuta.
16 lunedì Apr 2012
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Pomeriggio
Entri in macchina
Non è la tua
Apri Chiudi Sali Scendi
Metti la cintura Togli la cintura
Una pattuglia c’insegue
No, la pattuglia viene a bere
La pattuglia beve in servizio
Inseguiamo la pattuglia
04 mercoledì Apr 2012
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“E’ difficile vivere in modo semplice!” diceva spesso a se stesso, e cercava con sguardo rapido dove fosse una curva, dove una stortura, dove il filo della vita cominciasse ad attorcersi e a formare nodi irregolari e confusi.
Più di ogni altra cosa temeva la propria immaginazione, questa nostra bifronte compagna di strada, che ha una parte del volto amichevole e l’altra avversa, amica quando di essa meno ci fidiamo, nemica quando ci culliamo fiduciosi nella dolcezza delle sue lusinghe.
14 mercoledì Mar 2012
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Gli altri.
Chi sono gli altri?
Guardo fuori Guardo dentro.
Effetti collaterali della dispersione.
Rarefatte sovrapposizioni di tempo abbandonato in piccole rate a tasso zero.
L’imbuto rovesciato distribuisce materia ed eventi in uno spazio dilatato.
Il Nero Nulla acquista campo in assenza di ricevuta fiscale.
Le flebili fiammelle della memoria si sfibrano sotto i colpi di una scure vento.
Il Centro Recupero Crediti Mnemonici attiva contorte Proteine Anti Oblianti.
Tutto è ieri Tutto è adesso.
Un Urlo d’Iridescente Ribellione contiene l’effetto demolitore del Folle Dinamitardo.
L’eterno splendore di una mente immacolata
illumina a giorno il tetro e angusto imbrunire di un passato inalterabile.
Corridoi luminosi invadono ogni prospettiva possibile.
La luce s’infila fra le scanalature ombrose di sentieri perduti,
morde gli argini di corsi e ricorsi in bianco e nero,
colora i lineamenti di visi e parole miliari disseminati lungo la Via.
Lo specchietto retrovisore della reminiscenza s’aziona e prende fuoco.
E tutto è di nuovo chiaro.
Ogni cosa fa parte di ogni cosa.
Ogni singola vibrazione, ogni istante condiviso nel bene e nel male
fa parte di noi, di ciò che siamo, adesso, sempre.
Un mosaico casuale di pezzi sparsi fra i bottoni di Ore Liete della nonna.
I labirinti sotterranei della mente nascondono le trame di un film esistenziale
fatto di camei, apparizioni, sceneggiature multiple,
finali a sorpresa e Scrigni di Pandora.
Un cast d’eccezione che ha concorso,
col tocco lieve dell’incoscienza,
alle forme di un’opera che è la vita stessa.
E gli altri, gli altri siamo noi.
Ecco chi sono gli altri.