Omaggio a un Sommo Poeta d’Osteria

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Pensieri d’Osteria

Osteriacinematografo omaggia Tonino Guerra (1920-2012) , poeta e scrittore visionario e stravagante, autore di numerose sceneggiature, da cui scaturirono opere cinematografiche di enorme rilievo, quali “Matrimonio all’italiana”, “Blow up”, “Uomini contro”, “Zabriskie point”, “Amarcord”, “Al di là delle nuvole”, solo per citarne alcune.
Un caro saluto dall’Oste

Better way – Ben Harper

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Soundtrack

RadiOsteria consiglia “Better way”, gran pezzo del 2006 di Ben Harper, uno dei migliori artisti del nostro tempo. E allora, viaggiate lungo la strada tracciata dal cantautore californiano, aprite bene gli occhi, e credete nei vostri sogni, sempre.

Take your face out of your hands

And clear your eyes

You have a right to your dreams

And don’t be denied 

I believe in a better way

La sorgente dell’amore

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Il Consiglio dell’Oste

La storia si svolge in un luogo mediorientale senza precise coordinate geografiche, perché è un luogo simbolico, del Corano e delle tradizioni islamiche.

In un territorio sperduto fra aride colline, le donne di un villaggio percorrono ogni giorno il tragitto tortuoso che le conduce a una sorgente d’acqua; le donne compiono abnormi fatiche per portare l’acqua nelle proprie case, a un costo carissimo: quasi tutte hanno perduto, in seguito a tali sforzi,  alcuni dei figli che portavano in grembo.Gli uomini sono per lo più disoccupati, e trascorrono al sole giornate inutili e improduttive, nell’attesa di un gruppo di turisti che ne alimenti l’ozio. Mentre le donne seguono in modo ferreo le tradizioni tramandate da generazioni,  gli uomini coltivano il nulla, in assenza di un lavoro, di una terra da difendere, nel vacuo ricordo degli antenati guerrieri, e osservano le proprie mogli soffrire e i propri figli morire accettando il fatto con stolida e passiva indifferenza.

In questo contesto, la giovane sposa Leila, una donna liberale e istruita venuta dal sud, tenta di aprire gli occhi alle donne della comunità, di renderle edotte della palese disparità cui le stesse sono sottoposte, e, con il sostegno della “Vecchia lupa”, convince parte di esse ad organizzare uno sciopero dell’amore, in base al quale non si concederanno più ai loro uomini finchè gli stessi non si adopereranno per risolvere in qualche modo il problema dell’approvvigionamento dell’acqua. Gli scontri saranno inevitabili, in nome di una tradizione secolare e di una lettura del Corano mistificata e interpretata esclusivamente in favore del sesso maschile: emergeranno miriadi  di problematiche, di sofferenze passate o presenti, fino a che non si renderà necessario un giusto compromesso fra le parti.

Radu Mihaileanu, già autore di opere quali “Train de vie” e “Il concerto”, realizza a modo suo un film difficile, affrontando un certo fondamentalismo islamico con tocco lieve e un‘armonia narrativa capace di scrutare con garbo i microcosmi nascosti fra le mura domestiche del piccolo villaggio musulmano. Mihaileanu mette in discussione quella parte della tradizione inquinata dall’irragionevolezza e dal rifiuto della modernità “buona”, ed utilizza a tal pro lo sguardo intenso di Leila, che illumina le coscienze delle sue sorelle dormienti e risveglia le stesse come il vento impetuoso del deserto da cui proviene. Gli occhi scuri dell’attrice francese Leila Bekhti incantano e travolgono grazie alla forza e alla sensualità di una consapevolezza che si traduce in riscatto sociale, sessuale, storico.

L’acqua, l’amore, la memoria, la consuetudine sono temi che s’intrecciano, ancora una volta, fra le trame di un film che dice la verità utilizzando un linguaggio schietto e pulito; il canto corale di quelle donne sottomesse rappresenta la rivalsa, la ribellione a un mondo che non c’è più, la fragorosa sferza in grado di colpire e affondare le ombre di un passato anacronistico e di bieche tradizioni che hanno smarrito i presupposti stessi della cieca ripetizione che le caratterizza.

Human being

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Dice: “Siamo fortunati. Viviamo nell’unico pianeta del sistema solare capace di creare condizioni idonee per la vita. Non è troppo vicino o troppo distante dal sole, è in una posizione perfetta. Che fortuna essere qui“.

Il fatto è ben diverso. Se ne può discutere proprio a causa (o per merito) della suddetta posizione. A volte, a sentire i discorsi degli uomini, sembra che la piaga umana sia capitata da queste parti con l’ausilio di eventi sovrannaturali, come se un’entità superiore avesse scelto questo luogo per noi.

Non esageriamo.

Ci arroghiamo spesso un ruolo troppo centrale nella storia della vita, del pianeta, dell’universo. Forse perchè è dura ammettere che siamo il frutto di combinazioni casuali, che la vita proseguirebbe (forse meglio) anche senza l’uomo, che il luogo in cui viviamo è sacro in quanto raro e prezioso, che non c’eravamo prima e non ci saremo poi, che siamo fatti della stessa energia di cui sono fatte le stelle.

Casinò

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I Grandi Classici d’Osteria

1973, Las Vegas.  Sam “Asso” Rothstein (Robert De Niro), scommettitore dalle doti fuori dal comune al soldo della mafia italo-americana, viene ricompensato dal capo clan Remo Gaggi con la direzione di un grande casinò, il Tangiers.

 

Gestire un casinò è come derubare una banca senza poliziotti in giro. Per gente come me, Las Vegas purifica dai peccati. È come un lavaggio macchine della moralità” – dice Rothstein all’inizio del film, in una frase che introduce alla perfezione il suo personaggio.Las Vegas è il terreno di caccia ideale per Asso, un uomo che conosce ogni regola del gioco d’azzardo, dalla pura forma estetica del grande meccanismo ai trucchi più subdoli utilizzati da bari d’ogni sorta.

 

Rothstein s’inserisce così rapidamente nel sistema, lavorando su ogni minimo aspetto del casinò, moltiplicando i profitti del medesimo in forza di una gestione a tutto tondo di un’impresa in cui si controlla ogni cosa ad eccezione delle scremature sugli incassi.

Aumentano i profitti e di conseguenza aumentano gli introiti sommersi dei mafiosi di Kansas City, e la famiglia di Gaggi decide così di tutelare l’operato dell’imprenditore, assegnando al gangster  Nicky Santoro (Joe Pesci) la sua sorveglianza: inizialmente Nicky, amico d’infanzia di Rothstein, vigila a distanza su Asso e sull’attività del casinò, ma poi decide di trasferirsi in pianta stabile a Las Vegas, dove troverà un ambiente vergine in cui sviluppare i suoi metodi caratterizzati da violenza ed estorsioni.

 

 

In un casinò, la regola principale è di continuare a far giocare i clienti, e di farli tornare il giorno dopo. Più giocano e più perdono. Alla fine becchiamo tutto noi” – spiega Rothstein, che, per alimentare ulteriormente questo circolo vizioso,  assolda Ginger (Sharon Stone), un’affascinante ed avida truffatrice nel giro della droga e della prostituzione. La donna, legata profondamente al suo pappone Lester (James Woods), conosce Las Vegas e i desideri di chi la frequenta, e distribuisce con disinvoltura sesso e stupefacenti ai clienti e mazzette ai parcheggiatori, contribuendo al successo di Asso e del Tangiers.

Il gioco di Scorsese prosegue fra i Grandi Classici d’Osteria

Ore Liete

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Poesie d’Osteria

Gli altri.

Chi sono gli altri?

Guardo fuori Guardo dentro.

Effetti collaterali della dispersione.

Rarefatte sovrapposizioni di tempo abbandonato in piccole rate a tasso zero.

L’imbuto rovesciato distribuisce materia ed eventi in uno spazio dilatato.

Il Nero Nulla acquista campo in assenza di ricevuta fiscale.

Le flebili fiammelle della memoria si sfibrano sotto i colpi di una scure vento.

Il Centro Recupero Crediti Mnemonici attiva contorte Proteine Anti Oblianti.

Tutto è ieri Tutto è adesso.

Un Urlo d’Iridescente Ribellione contiene l’effetto demolitore del Folle Dinamitardo.

L’eterno splendore di una mente immacolata

illumina a giorno il tetro e angusto imbrunire di un passato inalterabile.

Corridoi luminosi invadono ogni prospettiva possibile.

La luce s’infila fra le scanalature ombrose di sentieri perduti,

morde gli argini di corsi e ricorsi in bianco e nero,

colora i lineamenti di visi e parole miliari disseminati lungo la Via.

Lo specchietto retrovisore della reminiscenza s’aziona e prende fuoco.

E tutto è di nuovo chiaro.

Ogni cosa fa parte di ogni cosa.

Ogni singola vibrazione, ogni istante condiviso nel bene e nel male

fa parte di noi, di ciò che siamo, adesso, sempre.

Un mosaico casuale di pezzi sparsi fra i bottoni di Ore Liete della nonna.

I labirinti sotterranei della mente nascondono le trame di un film esistenziale

fatto di camei, apparizioni, sceneggiature multiple,

finali a sorpresa e Scrigni di Pandora.

Un cast d’eccezione che ha concorso,

col tocco lieve dell’incoscienza,

alle forme di un’opera che è la vita stessa.

E gli altri, gli altri siamo noi.

Ecco chi sono gli altri.