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FilmOsteria 

1962. Jackson, Mississipi.
Profondo sud americano, l’America del “Grande Fiume”, delle immense piantagioni, delle pianure a perdita d’occhio, del Ku Klux Klan e del razzismo organizzato, di Martin Luther King, l’America dei Kennedy, della guerra in Vietnam, delle infinite distese d’ipocrisia.
Skeeter è una neo laureata che torna a casa. Il suo desiderio è di diventare scrittrice, trova lavoro nel giornale locale, ma in parallelo coltiva ben altre ambizioni, e decide con azzardo di descrivere la vita delle domestiche di colore che popolano la vita delle case dei bianchi.

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Sul lago Tahoe

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Il Consiglio dell’Oste 

Lungometraggio d’esordio del regista messicano Fernando Eimbke.

Paesino scarno e sperduto dello Yucatan: un ragazzino finisce con l’auto contro un palo, e deve prodigarsi per cercare qualcuno che ripari il guasto. Sembra un paesino fantasma, in cui le persone appaiono e scompaiono, e sarà un’impresa trovare il pezzo giusto per ricomporre l’insieme. In realtà il sedicenne Juan sta elaborando la morte del padre, e i suoi approcci tentennanti, i suoi disagi, sono dettati dal lutto recente che ne ha minato la stabilità. La sua ricerca è il pretesto per un percorso di crescita e distacco.

Eimbke indugia a lungo su paesaggi e persone, si prende tutto il tempo per mostrarne la piega ben definita, e sottolinearne la flemma e l’indolente e apatico approccio al contingente, mantenendosi fedele a tale impostazione fino  alla fine della storia.

Il film è autobiografico, e il regista sovrappone spesso schermate nere a prolungati fermi immagine, come se i fotogrammi fossero diapositive, singoli estratti mnemonici, lampi istantanei che illuminano a giorno il cielo dei ricordi in tempesta -in alternanza ai passaggi dimenticati, a quei buchi neri che rimangono eternamente tali nel processo di reminiscenza.

L’opera è -forse- il modo in cui il regista riscatta un passato di dolore, in cui mostra se stesso bambino nella difficoltà di riorganizzarsi. Troverà la giusta solidarietà fra i suoi coetanei, e la forza in piccoli reciproci gesti di comprensione che ne faciliteranno la rapida mutazione, il cambio di pelle, il salto triplo nella dimensione adulta.

La talpa

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Gran Bretagna, anni 70. Il capo dei servizi segreti, Control (un azzeccatissimo John Hurt), invia l’agente Prideaux (Mark Strong) in Ungheria: la missione fallisce, Prideaux viene ucciso, e Control è costretto a lasciare il Circus; con lui, se ne va anche George Smiley (uno straordinario Gary Oldman), suo stretto collaboratore. Poco dopo Control muore, e Smiley viene riassunto segretamente dal sottosegretario al governo per indagare sulla possibile presenza di una talpa russa ai vertici dei servizi segreti.
                                                       _____Insegui la talpa in  FilmOsteria____