Zvezda Rok-N-Rolla

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L’Oste consiglia la travolgente “Zvezda Rok-N-Rolla”, pezzo dei Leningrad, gruppo ska punk russo, noto anche per aver contribuito a comporre la strepitosa colonna sonora di “Ogni cosa è illuminata”.                                                                                        Trovi la colonna sonora di Osteriacinematografo nel tag Soundtrack


Una separazione

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L’opera è un ritratto dell’Iran contemporaneo, in cui la vita scorre, attraverso le vicissitudini quotidiane dei protagonisti, in modo non così dissimile da quello in cui si sviluppa in Occidente, per quelle che sono le cognizioni di chi scrive, per lo meno.         Continua a leggere lo sguardo strano dell’Oste in FilmOsteria       La recensione di “Una separazione” è anche su mymovies.  Lungo questa traccia.

Oltre lo specchio

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Parnassus mi ha condotto senza indugio (un indugio tanto arduo da non avere pari) a strani grovigli concettuali: arduo pare divincolarsi dall’ardua ponderabilità di un legame che esiste, ma è sì sottile che, se posto su un fianco, non se ne evince lo spessore. Occorre quindi saperlo guardare dritto negli occhi, senza tentennamenti di sorta (lo so, è un processo arduo).

Continua ad esplorare l’arduo paragone alla destra di Parnassus, nei sotterranei di Filmosteria.

Il piacere della percorrenza

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Lungo le rive di Osteriacinematografo tutto muta in modo rapido e impercettibile.

La corrente sposta pagine, tag, categorie,

come detriti a posare nuova linfa fra le nicchie illustrative che si snodano

-in un incedere semiserio di parole acciottolate-

attraverso un tragitto comunicativo che nulla vuol pretendere,

se non il piacere stesso della percorrenza.

Quinto sassolino dogmatico dell’Oste.

Teatrino d’ombre

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Spettrali e spogli alberi cowboys giocano a nascondino,

come scheletrici spaventapasseri nella bruma.

Ritmo lento, sguardi circospetti.

Passi incerti affondano nella terra umida.

Brina in microsfere scricchiola sotto radici stivali in cuoio nero.

La superficie della sfida ribolle,

turbinose stille di rugiada rimbalzano sulle ampie tese di cappelli foglie.

Un vento leggero agita il campo di battaglia.

Pistoleri  minimali impugnano rami colt,

nella reciprocità dell’attesa.

Le lignee marionette si lanciano in una danza sghemba.

Il burattinaio aggiunge un effetto neve discordante.

E pezzi di copione nevicano fra i contendenti.

La storia smarrisce se stessa,

sui pistoleri attoniti cala un sipario di cartapesta.

La compagnia in miniatura riprende il proprio spazio d’ombra,

in attesa che le parole evaporino,

e che -nell’etere- si ricompattino.

Regalo di Natale

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Freddo intenso.

Scarpe abbandonate sulla squama curva d’un serpente d’asfalto.

Un guanto si muove in punta di dita lungo fili elettrici a doppia corsia.

Una scossa lo fissa in fermo immagine al cavo ramo come foglia morta.

Aria cristallina in chiaroscuro.

Tanto gelida che pare sul punto di frantumarsi.

Pezzi di cielo in pezzi a perdita d’occhio.

Polari cirri sovrastanti prendono il largo, diradandosi.

Virili sirene annunciano l’arrivo di nubi navi,

che squarciano il palcoscenico in più punti.

La vibrazione si diffonde,

incerte nuvole di salvataggio si scansano

in un mare cielo sul punto di traboccare.

Ombre e nebbia,

grigi imponenti scafi minacciano di collidere.

Poi un sole faro s’affaccia sulla scena

con estrema grazia e inaudita potenza.

E’ un sole pigro, indolente,

indeciso se concedersi o meno allo spettacolo del matinèe.

Ma, nel tempo distratto d’un tempo minuto,

il fuoco divampa tutto intorno,

e nel fuoco metto a fuoco.

Una nuova giornata regalo è pronta.

Mi accingo a scartarla con trepidazione.

Parnassus

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Contesto: la mente di Parnassus.

Valentina –figlia di Parnassus – scappa nell’oscurità, in un vortice di specchi in frantumi.

E’ il “sogno” di Tony/Ledger ad andare in pezzi. E poi l’azione rallenta, e le miriadi di frammenti di specchio ricompongono un’armonia su sfondo nero.

Su tale sfondo, Valentina danza con Mr. Nick (il diavolo), e i frantumi con essi, in una scena che volteggia in assenza di gravità.

E ancora due porte/specchi in prospettiva, a incarnare l’ennesima scelta.

Il diavolo vuol salvare Valentina, evitarle la dannazione, per l’egoistico desiderio di continuare a scommettere col suo antagonista, che poi tanto antagonista non è, nell’altalena degli equilibri.

Ma Valentina imbocca la via dell’inferno, per rinnegare il padre, e un turbine di fuoco e un primo piano su Tom Waits chiudono una sequenza da non dimenticare.