L’intercapedine

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Osteriacinematorgrafo è un gioco d’interpretazioni che si svolge oltre la linea di confine della superficie percettiva. Tutto sta nel trovare il passaggio, l’intercapedine, lo specchio al di là del quale risiede lo spazio unificato, il piano sottile, per dirlo con le parole di Lynch.

Quarto dogma dell’Oste, ennesima chiave di lettura

The imaginarium of Doctor Parnassus

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Pronti via, e il teatrino di Parnassus inghiotte passanti e spettatori fra le anse lussureggianti di un’immaginazione in piena.

Eyes wide shut dinanzi al Regno dell’Immaginazione che dispiega le proprie vele in ogni direzione, dentro la mente di Gilliam/Parnassus, che funge da struttura base per “appoggiare” le fantasie di chiunque oltrepassi lo specchio magico.

Continua ad esplorare Parnassus in FilmOsteria

Midnight in Paris

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Parigi.
Il rintocco della mezzanotte proietta il protagonista negli anni venti.
La porta magica,
il passaggio che ognuno vorrebbe trovare per vivere un altro tempo,
un tempo diverso (in fondo, si, basta che sia diverso),
si materializza in un’auto d’epoca che conduce Ovunque la fantasia decida di andare.
E così possiamo incontrare i coniugi Fitzgerald, Picasso, Dalì, Hemingway, Bunuel, una donna da amare a cavallo del tempo, ballare un Charleston, in un film che qualcuno ha saggiamente definito “una boccata d’aria fresca“.
Wilson interpreta alla perfezione Allen e le sue manie, le sue frenesie intellettive, il suo approccio ipertrofico all’arte e alla vita, il suo amore per la città delle luci.
Spesso non sentiamo addosso il tempo che viviamo,
come un vestito tagliato male,
ma è forse una commistione di Fascino e Impossibile a rendere così allettante la prospettiva retrò di una vita in un tempo che non c’è più.

Tendenza semiseria

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In questo spazio fluttuante si vuol tentare un approccio ingenuo, a tratti ludico,
alla creazione artistica, nel tentativo, magari goffo, di banalizzare senza malizia un concetto, di ridurre ai minimi termini un pensiero per osservarne il lato ironico.

Un altro minuto dogma, un altro tag da prendere in corsa sul binario “Parole”

Caccia sadica

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Il cinema è la forma artistica attualmente più rappresentativa del grado evolutivo di questa società, poichè l’immagine domina incostrata quel che rimane dell’umanità.
Ci siamo consapevolmente violentati, nel momento in cui abbiamo affidato all’immagine il processo di disumanizzazione.
Come lo hurt locker toglie la possibilità di detonare ai gingilli bellici, il nostro culto della carne ha bloccato la fonte stessa dell’umanità.

Continua a leggere in precario equilibrio ne “Il precipizio”

Il clown

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Pagliacci senza circo si muovono

sotto un sole intermittente.

Rimane,

vuoto, incombente,

un tendone rattoppato,

a pizzicare nubi chiroplastiche.

Pezze d’ogni forma e colore,

ricavate da vecchi abiti di scena.

Triste e struccato,

un clown dismesso volge lo sguardo sopra di sè,

e non avrebbe alcuna percezione visiva,

se non fosse per quei minuti squarci

sfuggiti per caso o mala illuminazione

alle cure di una nomade e acrobatica sartina di bordo.

Sciami sismiconirici

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I sogni si muovono in una “dimensione” parzialmente inconscia.
E’ inconscia per il fatto di non appartenere alla veglia.
In quel momento la società controllante ci lascia liberi di fare,
anche se non ne sono convinto fino in fondo.
Quali possono essere le ragioni e gli obiettivi di un sogno?
Interpreto il sogno come una sorta di cuscinetto,
un ammortizzatore che attutisca in positivo e in negativo situazioni, per così dire, “sperequative”, del nostro vissuto.
Il sogno potrebbe così essere uno strumento per ristabilire un equilibrio smarrito.
L’Io che controlla potrebbe bollare come pericolose alcune posizioni di stallo della coscienza,
ed avviare in tal modo delle procedure di assestamento,
degli sciami sismico-onirici,
autoindotti dall’inconscio personale od eterodotti dall’inconscio universale junghiano,
per ripristinare il buon andamento del sistema.
Reset.
Riavvia il sistema.