Tideland

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Una bambina prepara la dose al papà.

Sogno e realtà si mescolano in una commistione a tratti fantastica, a tratti raccapricciante.

L’orba mummifica,
il lobotomizzato va a caccia di squali che poi esplodono,
le teste di bambola parlano incessantemente.

La bambina imita la sostanza, l’allucinazione,
e diviene essa stessa tale.

Poi la realtà, presunta e presuntuosa, piomba nella storia, e tutto finisce.

Eyes wide shut

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Un uomo, una donna. E la magnificenza visiva di Kubrick esplode in ogni direzione.

Nel doppio sogno di Schnitzler la scena si svolge a Vienna nei primi del 900, i protagonisti si chiamano Fridolin e Albertin, ci si sposta in carrozza e la parola d’ordine è Danimarca.

In Eyes wide shut la vicenda si trasferisce nella New York degli anni 90, i protagonisti sono Bill e Alice, si viaggia in taxi e la parola d’ordine è Fidelio.

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Nexus 6

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Ogni forma di vita è simile alle altre.
Ogni forma di vita è legata alle altre.
Giochi di colori e combinazioni mutano gli stili, le architetture.

L’interconnessione persiste, malgrado il preconfezionamento.

Vivo sul tetto fumante al limitare di Blade Runner.
Grondaie d’argento si stagliano contro un cielo d’alba.

Infinitescursionimmaginarie

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La caffettiera è un treno a vapore.
E le idee scorrono veloci al mattino.

Nulla mi scuote come la prospettiva di un viaggio.
A volte ci si sveglia stanchi,
come si fosse appena tornati da infinitescursionimmaginarie.

La dimensione onirica è composta di percorsi tortuosi e infiniti.
E i movimenti risultano spesso farraginosi, quasi ci si muovesse nel vuoto.

“Il responabile delle risorse umane” è un bel film.
E Palmer Edritch è in agguato, come la nostra parte nascosta.

Il primo blog alla ricerca di un criterio tutto nuovo

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All’Osteria del cinematografo ci si incontra per parlare di
cinema e delle correlazioni ad esso inerenti.

Si può discutere di un’idea, di una citazione filosofica o
letteraria, di un’opera d’arte, di un vino, di una pietanza, di un brano
musicale, di un viaggio, di un territorio, persino di un sogno che siano in
qualche modo legati ad un film o ad un genere cinematografico o ad un autore
specifico.

Scopo del blog è di creare una ragnatela di tessuti
culturali interconnessi, utilizzando il cinema come punto di partenza per
sviluppare una sorta di mostra delle idee; l’obiettivo è di unire vari linguaggi
artistici senza la pretesa dell’oggettività o di verità assolute, perché all’Osteria
ognuno è libero di dire la sua.

Il progetto mira quindi ad utilizzare il cinema come
criterio di base, su cui si sviluppi la discussione, una discussione che sia
poi libera da ogni criterio; l’obiettivo non deve essere fisso, ma fluttuare e
spostarsi  liberamente lungo un percorso dialettico.